Terapia di coppia

La terapia di coppia è un percorso volto ad aumentare le consapevolezze sul modo di funzionare proprio e del partner e a comprendere il significato della crisi che si sta attraversando.

Le crisi di coppia sono eventi normali nell’arco della vita e la terapia di coppia può aiutare a trasformare un momento di difficoltà in un’occasione di evoluzione e costruzione di un equilibrio di vita più soddisfacente.

“Siamo in equilibrio sulla parola insieme”
Simone Cristicchi

Il mio metodo

Mi sono formata secondo l’orientamento di psicoanalisi della relazione. Con il procedere della mia esperienza con le coppie, pur continuando a condividere la metodologia con cui mi sono formata, ho trovato anche un mio personale modo di lavorare.

Il mio lavoro consiste nel portare alla consapevolezza quegli aspetti personali, profondi e inconsapevoli che emergono all’occasione della relazione con il partner.

Si tratta di un percorso che, invece che individualmente, viene svolto alla presenza dell’altro membro della coppia. Per questo, secondo l’approccio con cui mi sono formata, spesso si parla di terapia in coppia (invece che “di coppia”).

L’obiettivo della terapia di coppia

Un obiettivo realistico per un percorso di coppia è certamente quello dell’aumento del benessere di entrambi i partner. Questo, per la mia esperienza, non può che passare attraverso un percorso
di consapevolezza su come si è arrivati alla crisi e, spesso, anche attraverso un processo di smantellamento di un’immagine ideale ed eccessivamente romantica dell’amore.
Spesso si pensa che la terapia di coppia serva a “salvare la coppia”, oppure a “separarsi bene”. La decisione sulla prosecuzione o meno della propria relazione (che spesso la coppia porta come uno dei primi temi) è di solito uno dei frutti del processo di terapia di coppia – non l’unico! – ma non può essere un obiettivo che la terapia persegue a priori a tutti i costi. Decidere di rimanere insieme
o di separarsi è qualcosa che attiene unicamente alla libertà delle persone. Il lavoro di chi conduce la terapia è al servizio della consapevolezza e della libertà delle persone, per aiutarle a costruire un equilibrio di vita più soddisfacente, rispettando i loro desideri e le loro decisioni anche per quello che riguarda il destino della coppia.

Quando pensare a una terapia di coppia

Non esiste un manuale di istruzioni che segnali quando intraprendere una terapia di coppia, ma possiamo fare alcune riflessioni che potrebbero aiutarvi a prendere questa decisione.
Generalmente si ricorre alla terapia di coppia in un momento di crisi, di sofferenza, di difficoltà.
Spesso si è già parlato di separazione e la terapia di coppia viene vista come “l’ultima spiaggia” prima di separarsi. In questi casi, rivolgersi a un terapeuta è un’ottima idea.
Non è però necessario sentire di essere arrivati all’ultima spiaggia per contattare un terapeuta di coppia. Non c’è un livello di gravità o di intensità che la sofferenza deve raggiungere, non c’è un termometro dell’infelicità per cui “se non siamo ancora a quel livello, allora non ci serve”. Non bisogna aspettare di “stare abbastanza male”. Prima si affronta il malessere che si sta vivendo, prima si potrà avere l’occasione di occuparsene e di provare a trasformarlo. Le crisi sono fasi normali nella vita di una coppia e possono diventare occasioni per trasformare la sofferenza in un benessere anche maggiore di quello precedente.

Come scegliere la psicoterapeuta o il terapeuta per la tua coppia

Una premessa

Terapeute diverse e terapeuti diversi possono lavorare secondo orientamenti teorici differenti e possono usare metodologie diverse. Non c’è un approccio migliore di un altro, ma è importante scegliere qualcuno con il quale sentiate di poter lavorare nel modo migliore possibile.

Valutate la modalità in presenza o online

È importante decidere se volete intraprendere un percorso in presenza, cioè in studio, o se preferite un percorso on-line.
Se volete intraprendere un percorso in presenza, valutate quanto siete disposti, o quanto vi è possibile, spostarvi. Sarebbe un peccato intraprendere un percorso che poi rischiate di abbandonare magari proprio a causa di spostamenti troppo faticosi.

Valutate la frequenza delle sedute

Lo stesso discorso vale per la frequenza degli incontri. Se la professionista – o il professionista – propone una frequenza che pensate di non poter sostenere, oppure propone incontri che vi sembrano troppo distanziati, la cosa migliore è scegliere un percorso che contempli la frequenza
che sentite più adatta alle proprie esigenze. Può però essere utile parlarne con la persona con la quale state pensando di cominciare un percorso, perché, in alcune psicoterapie, la frequenza può anche essere adattata alle esigenze della coppia.

Chiedete agli amici e/o cercate online

Si può cercare una terapeuta – o un terapeuta – chiedendo alle persone di cui ci si fida, oppure partendo da una ricerca on-line. In entrambi i casi, oggi moltissime terapeute e moltissimi terapeuti hanno un sito internet, un blog o dei profili social e questo materiale può aiutarvi nella scelta della persona con la quale potrete avere l’impressione di trovarvi più a vostro agio.

Chiedete le informazioni di cui avete bisogno

Se trovate una persona con la quale vi piacerebbe lavorare, che l’abbiate scovata online o che qualcuno ve l’abbia suggerita, non abbiate remore a domandarle quello che per voi è importante sapere prima di intraprendere una terapia di coppia. Ad alcune domande risponderà certamente, ma è possibile che ad altre non possa farlo, perché ogni percorso è unico e irripetibile e solo mettendosi in gioco nella terapia si scoprono poi le proprie risposte alle proprie domande.

Nessuno è perfetto

Come sempre, nessuno è perfetto e anche chi vi sembra la persona migliore con la quale cominciare a lavorare, prima o poi potrà deludere le vostre aspettative e mostrare le sue imperfezioni. Non è importante trovare la terapeuta perfetta o il terapeuta perfetto (spoiler: non esistono!!), ma la persona con la quale vi sentite più a vostro agio, o meno a disagio, per intraprendere il vostro percorso.

Dicono di me

Qui puoi trovare alcune testimonianze di persone e coppie che hanno lavorato con me e hanno scelto di lasciare una testimonianza sulla mia attività di psicologa.

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FAQ

Risposte a domande frequenti sulla terapia di coppia

Qui sotto riporto le risposte alle domande che più spesso mi vengono fatte sulla terapia di coppia. Le risposte riguardano il mio modo di lavorare e il tipo di percorso di coppia che propongo e potrebbero differire da quelle di persone formate secondo altri approcci.

Quali sono le fasi del percorso di terapia di coppia?

1. Fase di consultazione
Prevede due o tre colloqui con l’obiettivo di fare il punto su chi sono i partner, che tipo di coppia hanno costruito e perché stanno soffrendo. Durante l’ultimo incontro rimando alla coppia una prima restituzione di quello che ho potuto cogliere e si decide se intraprendere il percorso di terapia di coppia.

2. Psicoterapia
Durante le sedute di terapia di coppia si lavora più a lungo termine per favorire un processo di consapevolezza, in entrambi i membri della coppia, di ciò che di proprio emerge all’occasione della relazione con il partner e per promuovere la costruzione di un migliore e più soddisfacente equilibrio personale e relazionale.

Quali qualifiche deve possedere un terapeuta di coppia?

Chi fa psicoterapia di coppia deve possedere il titolo di psicoterapeuta. Può essere psicologa, psicologo, medica o medico e deve poi possedere una specializzazione in psicoterapia. Gli psichiatri (medici con specializzazione in psichiatria) possono richiedere di essere iscritti nell’elenco degli psicoterapeuti. Potete verificare i titoli effettivamente posseduti sul sito del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi o su quello della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.
Non esiste uno specifico profilo professionale di terapeuta di coppia, ma, oltre alla specializzazione in psicoterapia, potete informarvi sul fatto che la persona che avete scelto possieda effettivamente una formazione e un’esperienza nel campo della coppia.

Alla terapia di coppia va affiancata anche una terapia individuale?

Io, generalmente, non suggerisco di intraprendere contemporaneamente terapie individuali.
Questo perché il percorso in coppia che propongo è a tutti gli effetti una psicoterapia alla presenza del partner e non ci sono questioni di cui occuparsi nella psicoterapia di coppia e altre in quella individuale. Nel caso in cui uno dei due senta l’esigenza di affiancare anche un percorso individuale, è importante parlarne nel percorso di coppia. Non perché sia ci bisogno di un’autorizzazione, né da parte del partner, né da parte di chi conduce la terapia, ma perché è utile comprendere il significato che questo desiderio ha, sia per la persona che lo esprime che per il partner. A volte la decisione viene confermata, e la persona inizia anche un percorso individuale,
a volte invece emerge che l’esigenza che sottostava al pensiero di un percorso individuale può in qualche modo essere ricompresa anche all’interno del solo percorso di coppia.

Se uno dei due - o entrambi - sono già in terapia individuale, si può cominciare una terapia di coppia?

Mi è capitata spesso questa situazione e, generalmente, è proprio chi segue la persona in terapia individuale che suggerisce anche un percorso di coppia.
In ogni caso, dal mio punto di vista non ci sono controindicazioni a intraprendere, anche, un percorso di coppia. È sempre bene però che chi è in terapia individuale parli di questa esigenza nel proprio percorso e, allo stesso tempo, ne metta al corrente anche chi conduce la terapia di coppia. Non certo per avere un’autorizzazione, ma perché si tratta di elementi importanti che possono aiutare chi conduce la terapia a dare significato, insieme ai pazienti, alle loro esigenze e
alle loro scelte.

Quanto costano le sedute?

Il mio onorario per i colloqui di consultazione di coppia è di 120 euro a incontro, mentre per le sedute di psicoterapia di coppia parte da 110 euro a seduta. Gli incontri hanno la durata di un’ora.
A queste tariffe va aggiunto il contributo previdenziale del 2% a carico dei pazienti e la marca da bollo di 2 euro da applicare sulla fattura.

Alle sedute si partecipa sempre in coppia o sono previste anche sedute individuali

Sia ai colloqui di consultazione che alle sedute di psicoterapia, prevedo che siano sempre presenti entrambi i partner.

Quanto dura la terapia di coppia?

Io non fisso mai preventivamente né un numero di sedute né un periodo di tempo. Ogni percorso è unico e personale ed è impossibile prevedere in quanto tempo le persone matureranno le loro consapevolezze, sperimenteranno nuovi equilibri, avvertiranno un maggiore benessere e saranno pronti a concludere la terapia. Tuttavia, perché un percorso di consapevolezza ed evoluzione si metta in moto, è necessario prevedere un periodo che vada oltre qualche mese. So che viviamo nell’epoca della prestazione, in cui tutto deve essere misurato e anche previsto anticipatamente, ma, per quanto riguarda il cambiamento degli esseri umani, questo non è possibile. Ogni coppia che inizia un percorso è comunque libera di interromperlo – ed eventualmente riprenderlo – in ogni momento in cui lo ritenga opportuno e porterà con se le consapevolezze maturate fino a quel momento.

Qual è la frequenza di un percorso terapeutico di coppia?

Io propongo una frequenza settimanale o quindicinale.

Bisogna essere motivati entrambi nello stesso modo? E se il partner non vuole?

A volte capita che arrivino nel mio studio coppie in cui entrambi sono fortemente decisi a intraprendere il percorso, ma più spesso capita che sia uno dei due a portare una motivazione forte e l’altro venga, ma metta in discussione la decisione o avanzi continuamente dubbi. Fino a che le persone sono presenti, si lavora sulla situazione che realmente si vive e non su una situazione ideale in cui entrambi dovrebbero essere convinti e motivati allo stesso modo.
Esplorare i dubbi può essere utile tanto quanto esplorare la motivazione e può offrire molti spunti di consapevolezza per la coppia.
È chiaro però che, per una terapia in coppia, in seduta bisogna essere in due e, quando un partner non è disponibile, la scelta ricade inevitabilmente su una terapia individuale, che può offrire un’occasione preziosa per maturare consapevolezze e promuovere un cambiamento anche rispetto alla relazione di coppia.

La terapia di coppia si può fare online?

Sì, in linea generale non ci sono ostacoli. Spesso, per le coppie, la modalità online è addirittura più comoda perché permette di eliminare i tempi degli spostamenti e può essere utile quando i partner non si trovano fisicamente nello stesso posto. Ci sono poi persone che addirittura preferiscono la modalità online a quella in presenza.
Tuttavia, ogni situazione è a se e la terapia online può non essere per tutti. Si tratta di una possibilità che va valutata dalla coppia insieme a chi conduce la terapia.