Attenzione: contiene spoiler!
Prima o poi, nella vita, capita a tutti, o a quasi a tutti, di mettere una “maschera”. Capita di fingere di aver pensato qualcosa che non pensiamo davvero, di far finta di apprezzare qualcosa che in realtà non ci piace, di dire qualcosa che non pensiamo veramente. Può succedere in alcune fasi della vita, con persone che conosciamo poco o che conosciamo bene, magari per far piacere a qualcuno o per non dispiacere qualcun altro….
Quello che generalmente si pensa è che queste maschere siano qualcosa di diverso dalla persona che le indossa, che servano a nascondere quello che davvero pensa, sente o è. Io credo invece che, molte volte, le maschere che scegliamo di indossare ci somiglino e dicano di noi più di quanto possiamo pensare.
Ed è quello che, nel film “The words”, sembra succedere a Rory (Bradley Cooper), aspirante scrittore, che, quando trova per caso un vecchio manoscritto e se ne innamora, riesce a farlo pubblicare facendolo passare per suo. Perché lo fa? Perché attraverso quel libro ottiene il successo da sempre desiderato? Sembra quasi che, attraverso le parole di un altro, Rory esprima una parte di sè, tanto che il libro gli vale effettivamente il riconoscimento del pubblico, della critica, ma anche di sua moglie, che vede in quelle pagine il “vero io” del marito, secondo lei finalmente venuto alla luce. L’incontro di Rory con “il vecchio” (Jeremy Irons), il vero autore del libro, che ha perso il manoscritto anni prima e da allora non è mai più riuscito a scrivere nulla, sembrerà però svelare anche un’altra verità: Rory e il vecchio sono più simili di quanto possa sembrare e forse Rory si è innamorato del libro perchè ha riconosciuto in esso qualcosa di sé.
“La mia tragedia è stata amare le parole più di quanto amassi la donna che le aveva ispirate” dice il vecchio. E proprio questo sembra essere quello che accomuna i due uomini: l’attaccamento alle parole, a quelle parole, più che a qualsiasi altra cosa al mondo. E forse è questo il segreto che Rory svela dentro di sé quando, alla morte del vecchio, seppellisce, insieme all’uomo, anche il suo manoscritto…“fu come se, mettendo per sempre sotto chiave il segreto della vita di un uomo, ne avesse svelato uno molto più profondo e più oscuro dentro se stesso”. E forse è questo lo stesso segreto che si porta dentro Clay (Dennis Quaid), che ha scritto il libro che parla di Rory e del vecchio, e che vive la fama e il successo, ma sembra non riuscire a godere di altro nella vita, se non delle proprie parole.





