“Sono triste”, “Sono contento”, “Ho paura”. Chi di noi non ha mai pronunciato una frase di questo tipo? Ma a cosa ci riferiamo quando diciamo queste cose? Stiamo parlando delle nostre emozioni.
In realtà, però, spiegare cosa sia un’emozione è difficile anche per psicologi e studiosi. Nel tempo, infatti, numerosi esperti hanno dato definizioni diverse delle emozioni, ma tutti sono stati d’accordo sul fatto che le emozioni sono un fenomeno molto complesso.
Un modo di pensare alle emozioni è quello di vederle come dei cambiamenti del nostro stato (cioè del modo in cui globalmente ci sentiamo), che sono innescati da qualcosa che può succede “fuori da noi” oppure “dentro di noi”. Ad esempio, se riceviamo un regalo che desideriamo il nostro stato si può modificare e ci sentiamo contenti, mentre se ci viene in mente una persona che ci manca, la nostra condizione precedente può cambiare e diventiamo tristi.
Tutte le emozioni hanno una inoltre componente “fisica”: oltre alla sensazione “psicologica” di sentirci, ad esempio impauriti, possiamo infatti sperimentare che il battito del nostro cuore modifica il suo ritmo e che la nostra sudorazione aumenta. Anche il nostro volto manifesta, attraverso le espressioni facciali, l’emozione che stiamo vivendo.
La maggior parte degli studiosi è d’accordo nel dividere le emozioni in due categorie: le emozioni fondamentali o primarie e le emozioni derivate o secondarie.
Le emozioni primarie sono innate e universali, cioè vengono espresse nello stesso modo in tutte le popolazioni e durante tutta la vita, dalla primissima infanzia fino alla terza età. Studiosi diversi, nel tempo, hanno proposto di considerare come emozioni fondamentali alcune emozioni e non altre. A seconda degli autori, sono stati proposti elenchi che comprendono da 5 a 10 emozioni.
Secondo Paul Ekman, il più grande esperto di emozioni al mondo, possiamo identificare sette emozioni primarie: gioia, paura, tristezza, rabbia, disprezzo, disgusto e sorpresa.
Le emozioni secondarie derivano invece dalla combinazione di alcune delle emozioni primarie e sono influenzate anche dalle esperienze della persona e dal contesto culturale in cui vive.
Focalizziamoci però ora sulle emozioni fondamentali: tutti ne abbiamo esperienza, ma a cosa servono?
Tutte le emozioni hanno l’importante funzione di guidare il nostro comportamento: se pensiamo per esempio alla paura, è facile capire che ci aiuta a difenderci dai pericoli o a prepararci ad affrontarli nel modo migliore. Inoltre le nostre espressioni facciali hanno anche la funzione di comunicare agli altri ciò che stiamo provando, fornendo loro informazioni importanti per modulare il loro comportamento verso di noi.
Per esempio, riconoscere che abbiamo paura di un esame può portarci a studiare di più e meglio per affrontare la prova, che in questo caso viviamo come un pericolo. Oppure, capire che un nostro collega è arrabbiato può esserci di aiuto per regolare il nostro comportamento nei suoi confronti, rimandando, ad esempio, la discussione di questioni problematiche che potrebbero non essere affrontate nel modo migliore in quello stato d’animo.
Imparare a conoscere e riconoscere le emozioni, sia le nostre che quelle degli altri, può diventare quindi un grande aiuto nella nostra vita quotidiana.
Se vuoi vedere un film che mostra in modo fedele il funzionamento delle emozioni, ti suggerisco di non perdere Inside Out.
Bibliografia
P. Legrenzi, Manuale di Psicologia Generale, Il Mulino, 1997
M.R. Ciceri, La paura, 2001





