“Una mamma per amica” è una serie-tv che racconta le vicende di Lorelai Gilmore, giovane madre single, e di sua figlia Rory all’interno di un arco di tempo di 7 anni che va dai 16 ai 23 anni di Rory. La serie si è conclusa nel 2007, dopo 7 stagioni, ma da domani sarà possibile vedere su Netflix 4 nuove puntate che, a 9 anni di distanza dall’ultimo episodio, ci mostreranno un intero anno della vita dei nostri protagonisti.
Nell’attesa di scoprire cosa accadrà ai personaggi in questa nuova stagione – io non vedo l’ora!!! – possiamo fare insieme qualche riflessione sul tema della genitorialità, ispirandoci proprio a questa serie-tv e al rapporto tra Lorelai e Rory.
Non è mia intenzione proporre Lorelai, o il rapporto con la figlia, come modello da imitare. Sia perchè avere dei modelli da imitare, quando si parla di relazioni, generalmente fa più danni che bene, sia perchè il rapporto tra le due non è affatto privo di criticità.
Oggi ci concentreremo però su quello che, da questa serie, possiamo imparare sulla genitorialità.
Si cresce insieme ai figli (e a volte grazie a loro)
Apparentemente (ma solo apparentemente) il telefilm si incentra sul passaggio all’età adulta di Rory, che cominciamo a conoscere come timida studentessa adolescente e salutiamo, alla fine dell’ultima stagione, come giovane donna che affronta la vita, l’amore e il lavoro. In realtà, nelle diverse stagioni della serie assistiamo alla crescita e alla maturazione sia della figlia sia della madre. È, infatti, proprio grazie al rapporto con la figlia e al suo ruolo di genitore che Lorelai affronta un percorso di maturazione personale che la rende, negli anni, una donna più solida, consapevole e serena. E questo non dipende solo dal fatto che fosse giovanissima quando è diventata mamma, ma dal suo essersi messa pienamente in gioco nel rapporto con la propria figlia.
Spesso pensiamo che siano i genitori a educare i figli e che i figli possano solamente imparare. Invece non solo i figli possono insegnare qualcosa ai genitori, ma, soprattutto, il rapporto con i figli, se vissuto pienamente, diventa per il genitore un’enorme occasione di crescita e maturazione.
I figli possono diventare l’occasione per rielaborare i rapporti con i propri genitori
Nella serie, Lorelai ricomincia a frequentare i propri genitori, dai quali si era da tempo allontanata, perché chiede loro un prestito per mandare la figlia in una scuola prestigiosa, che potrebbe darle più opportunità per entrare a Harvard. Ed è così che, mossa dall’intenzione di fare qualcosa per la figlia, Lorelai si trova a fare i conti con il difficile rapporto con i genitori. Tra alti e bassi, le cene del venerdì sera inizialmente “forzate”, diventano l’occasione per ammorbidire vecchi rancori e recuperare quanto di buono può ancora esserci nel rapporto tra Lorelai e i suoi genitori.
A volte, anche nella vita reale, è proprio grazie ai figli che si riesce, da adulti, a rimettere mano ai legami con la propria famiglia di origine e a fare pace con la propria storia. E questo poi aiuta anche i figli a fare pace con la propria.
I figli non hanno bisogno di genitori perfetti (che, tra l’altro, non esistono!)
Lorelai è una donna che è ben lontana dall’immagine della perfezione: non sa cucinare, le capita di non avere vestiti puliti, spesso fa fatica a far fronte alle spese, beve troppi caffè.
Anche nel rapporto con la figlia le capita di attraversare momenti difficili, soprattutto quando Rory, che era sempre stata una ragazzina – fin troppo!! – “con la testa a posto”, comincia a fare dei “colpi di testa”. Lorelai non riesce subito a fronteggiare questo cambiamento e ad accettare i cambiamenti che la figlia sta vivendo e questo causa un (momentaneo) allontanamento tra le due.
Lorelai è però una donna che ha fatto pace con i propri limiti e non cerca di diventare diversa da quella che è: ordina cibo da asporto, porta i vestiti in lavanderia, non fa drammi se la casa è in disordine o i conti non tornano a fine mese, impara a chiedere aiuto. Però sa dare alla figlia quello che è davvero importante e, soprattutto, impara, sempre di più nel corso degli anni, a lasciarla libera di essere se stessa, anche quando questo può non coincidere con le sue aspettative.
L’importante non è quindi essere perfetti – cosa, peraltro, impossibile! -, ma riuscire, passo dopo passo, a riconoscere quanto di buono si fa e a imparare dai propri errori. E questo apre la strada perché i figli possano imparare a farlo a loro volta.
“Mi hai già dato tutto quello di cui avevo bisogno” dice Rory alla mamma nell’ultima puntata. E così lei può andare nel mondo.



