Attenzione: contiene spoiler!
Il lavoro può diventare qualcosa che aiuta a rimettersi in gioco nella vita?
E’ quello che succede, in questo film, a Carl Casper, famoso chef di Los Angeles che, in seguito ad un litigio con il proprietario del suo ristorante, perde il lavoro. L’entusiasmo per la sua professione, invece, l’aveva già perso tempo prima.
L’aver perso il lavoro diventa però, per lui, l’occasione per recuperare la passione per la cucina e il rapporto con il figlio, proprio attraverso la condivisione della sua nuova attività (un food truck, cioè un camioncino dove cucina e vende degli ottimi panini), sicuramente meno prestigiosa del suo precedente lavoro, ma certamente più vitale! E, riacquistando la vitalità che aveva perduto, Carl riuscirà anche a ritrovare l’amore e a guadagnare un nuovo successo.
Il tema della perdita del lavoro è trattato in questo film in modo molto leggero e all’interno di un contesto comunque “privilegiato”, in cui il protagonista gode del sostegno (sia economico che emotivo) di chi lo circonda.
Il film ha però il pregio di evidenziare come il lavoro non sia un segmento “isolato” dal resto della vita. Spesso, come accade nel film, il modo con cui ci rapportiamo al lavoro spesso non è diverse da quello con cui ci rapportiamo ad altri ambiti della nostra esistenza. Molto spesso, proprio perché non siamo fatti “a compartimenti stagni”, rivitalizzare anche solo un aspetto della nostra vita può permettere di rinnovare il nostro approccio in modo più globale. Nel caso del nostro Carl, riscoprire la passione e rimettersi in gioco profondamente nel lavoro diventa la via per farlo anche nel resto della sua vita.





