“Essere e avere” ci mostra degli spezzoni di un anno scolastico di una classe unica (cioè con bambini di età diverse) con un solo maestro, in un piccolissimo paesino della Francia.
Con quello che ha a disposizione, cioè poco altro se non il suo ascolto, la sua esperienza e la sua sensibilità, questo maestro riesce ad avere un’attenzione speciale per ciascuno dei suoi alunni, preoccupandosi, e occupandosi, sia del rendimento scolastico che del loro mondo interiore. Lo vediamo discutere, con l’alunno che non ha finito un disegno, dell’importanza di portare a termine il lavoro e di stare a scuola; lo vediamo aiutare l’alunno che ha attaccato briga a riconoscere che lo ha fatto perché arrabbiato; lo sentiamo spiegare a chi ha il papà malato che la malattia fa parte della vita; gli sentiamo dire, in occasione del passaggio alla scuola media, che in prima o poi bisogna separarsi, ma che i ragazzi potranno andargli a raccontare della nuova scuola.
Vedere questo maestro che, senza colleghi, senza computer, senza un unico programma (ma anzi con bambini di età così diverse), riesce a fare così bene il suo lavoro può servire a tutti noi quando pensiamo che, per lavorare come avremmo in mente, ci servirebbe sempre qualcosa che ci manca.
Certamente la scuola ha bisogno di un numero adeguato di insegnanti, degli insegnanti di sostegno, degli educatori, di aule e strutture idonee. A volte però si rischia di nascondersi dietro quello che manca, forse per la paura di mettersi in gioco in prima persona nella relazione educativa. Il maestro di “Essere e avere” ci mostra però quanto può essere gratificante stare davvero nella relazione con gli alunni.
Probabilmente quasi nessuno di noi ha avuto un maestro così, ma forse possiamo provare noi a diventare un po’ più come lui.
Aggiornamento aprile 2024:
Dopo essere stato a lungo introvabile (io l’avevo visto tantissimi anni fa a una rassegna e poi su Rai 5 alcuni anni dopo), “Essere e avere” è attualmente disponibile su CHILI e PRIME VIDEO.





