La febbre: trovare la propria strada tra i sogni e la realtà

Attenzione: contiene spoiler!

Cosa succede se a trent’anni ti trovi a scegliere tra il locale che sogni di aprire insieme ai tuoi amici e il posto fisso che tua madre e il tuo defunto padre hanno sempre sognato per te? E cosa succede se provi a portarli avanti tutti e due e qualcosa, in questo percorso, si inceppa?

In questo film Mario, geometra trentenne e studente di architettura fuori corso, cerca di realizzare il proprio sogno e, contemporaneamente, di non deludere le aspettative della sua famiglia. Salvare capra e cavoli si rivelerà però più difficile del previsto e il sogno di Mario, come capita generalmente con i sogni, dovrà fare i conti con la reale possibilità di realizzarsi e con il suo prezzo da pagare.

Quello che nel film succede a Mario è quello che in realtà rischia di succedere a tutti noi quando i nostri sogni non si realizzano nel modo esatto in cui li abbiamo in mente. Di fonte alla delusione, è possibile che si scelga di perseguire il sogno nonostante tutto e contro tutto e tutti, non accettando di rivedere nulla del nostro progetto, oppure che si finisca per rinunciarci completamente, abbandonando però, insieme al sogno, anche la possibilità stessa di sognare e di investire con vitalità sul proprio futuro (come dice Mario verso la fine del film: “se devo farmi sfruttare da un sogno preferisco non averne”). Entrambe le soluzioni, però, non portano generalmente alla serenità.

Alla fine del film Mario ci mostra invece come sia possibile trovare la propria strada e realizzare se stessi (in questo caso nel lavoro) in modo creativo. La scelta finale di Mario è creativa non solo perché è artistica, ma è creativa nella sua stessa generazione: a partire da condizioni che non gli consentono di realizzare il sogno che aveva in testa, Mario accetta di calarlo nella realtà modificandolo, ma senza rinunciare alla possibilità di sognare e di continuare a investire con passione sul proprio futuro.

Calare i sogni nella realtà non è mai semplice né indolore, ma, se si accetta di “rimaneggiarli” senza rinunciarci del tutto, è possibile trovare la propria strada e dare valore anche a quello che, altrimenti, avremmo rischiato di buttare via, proprio come fa Mario, letteralmente, nelle ultime scene del film.

Sono Sara Zamperlin, psicologa, psicoterapeuta individuale e terapeuta di coppia.

Aiuto le persone e le coppie a prendere in mano la loro vita e la loro relazione.

Sul web parlo di psicologia proprio a partire dal commento di film e serie-tv e sui social mi trovi come “Una psicologa davanti allo schermo”.

Lavoro come terapeuta di coppia nel mio studio di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, e arrivo ovunque grazie alla terapia online.

In studio e online:

Il mio libro:

Sono autrice, con un gruppo di colleghe, del libro “Dio li fa e poi li accoppia? – Il percorso della coppia dall’incontro all’intimità” (Alpes, 2018).

Ultimi articoli:
Categorie:
Iscriviti alla newsletter
Iscrivendoti alla newsletter riceverai gratuitamente il pdf “24 film per coppia”, che ti accompagnerà in un viaggio nel mondo della coppia attraverso lo strumento del cinema.

Potrebbero interessarti anche

Barriere: la coppia, la crisi e i tentativi di affrontarla

Barriere: la coppia, la crisi e i tentativi di affrontarla

“Barriere” è un film che ci aiuta a capire alcune delle dinamiche che portano alla crisi di una coppia e quali possono essere i modi in cui le persone, inconsapevolmente, cercano di affrontare la sofferenza legata alla crisi. Troy e Rose sono sposati da 18 anni e...