Attenzione: contiene spoiler!
Si possono realizzare i propri sogni? E, se è possibile, come si fa? Nel film “Nebraska” l’anziano Woody, grazie al percorso con il figlio David, che accetta di accompagnarlo in un improbabile viaggio per riscuotere un altrettanto improbabile premio di un milione di dollari, ci mostra come sia possibile realizzare i propri sogni…a patto però di essere disposti a “rimaneggiarli”, cioè a ridimensionare quella che noi psicologi chiamiamo idealizzazione.
Che cos’è l’idealizzazione? In estrema sintesi, è un meccanismo che consiste nell’attribuire a qualcosa o a qualcuno delle caratteristiche prevalentemente o totalmente positive, tendendo a ignorarne invece gli aspetti negativi o di limite. Sebbene ci siano persone che tendono più di altre a idealizzare se stesse, gli altri o le cose, nessuno di noi è immune dall’idealizzazione, soprattutto quando si parla di sogni o desideri. Va da sé però che un sogno o desiderio idealizzato ben difficilmente si concretizzerà nella realtà…
Come fare allora a realizzare i propri desideri? Proprio come fa Woody nel corso del suo viaggio. Woody infatti non vuole davvero vincere un milione di dollari. Woody desidera un furgone e un compressore per sé e qualcosa da lasciare ai suoi figli. Il milione di dollari è solo la miglior idea che ha trovato per poter fare tutto questo. Ma questi desideri si possono ben realizzare anche senza un milione di dollari. L’eredità per David diventa allora proprio la consapevolezza dell’affetto del padre, che, fino ad allora, poteva anche essere messo in discussione, e un furgone e un compressore non sono poi così impossibili da procurarsi…
Il sogno di Woody, inizialmente idealizzato e impermeabile all’evidenza che la vincita è in realtà un imbroglio, si può realizzare perché l’anziano riesce ad andare al cuore del proprio desiderio, smantellandolo dalle caratteristiche di assolutizzazione che gli aveva attribuito. Così come quello di Woody, anche i nostri desideri si possono realizzare, ma solo se siamo anche noi disposti a fare lo stesso, a portarli cioè da un mondo ideale, dove tutto è possibile, ma non è reale, al mondo della realtà, dove sogni e desideri devono fare i conti anche con i limiti ed essere un po’ rimaneggiati, ma dove c’è la possibilità che diventino concreti.





