Oggi, dopo una lunga pausa, riprendiamo il nostro percorso nel mondo del cinema e delle emozioni e parliamo di felicità e viaggi nel tempo.
Quante volte abbiamo pensato che per essere davvero felici avremmo voluto viaggiare nel tempo e cambiare qualcosa del nostro passato?
Questo è proprio quello che succede a Tim, il protagonista del nostro film che, nel giorno del suo ventunesimo compleanno, scopre che gli uomini della sua famiglia (e quindi anche lui!) possono viaggiare nel tempo.
Come possiamo ben immaginare, anche Tim utilizza inizialmente la sua straordinaria capacità pensando che cambiare il suo passato gli garantirà la felicità, ma, anche grazie a suo padre, anche lui viaggiatore nel tempo, scoprirà che il segreto della felicità non è cercare una vita diversa da quella che abbiamo, ma che “la vita va presa com’è… non importa chi sei”. Cioè: che si possa o no viaggiare nel tempo, la gioia più grande è riuscire a gustare il proprio presente.
Ovviamente nessuno di noi viaggia nel tempo per davvero, ma capita a tutti di fare piccoli o grandi “viaggi” nel passato o nel futuro, rischiando così di fuggire da un presente che, invece, potremmo anche abitare di più.
Che cosa ci insegna Tim? Forse, con le sue parole, ci insegna che “viaggiamo tutti insieme nel tempo ogni giorno della nostra vita, possiamo solo fare del nostro meglio per gustare questo viaggio straordinario”.





