Star Wars: Gli ultimi Jedi (di Rian Johnson, 2017): eroi “umani” in lotta per la speranza

Ieri è uscito in Italia l’ultimo episodio della saga di “Guerre Stellari”.

Alla fine dell’episodio precedete avevamo lasciato Rey che, appena arrivata sull’isola dove si era ritirato Luke Skywalker, gli porgeva la mitica spada laser con l’intento di chiedergli di tornare e di addestrarla per diventare un Jedi. Il nuovo episodio ricomincia esattamente da quel punto e da lì riparte per mostrarci le vicende di Luke e di Rey e quelle della Resistenza nella lotta contro il Primo Ordine.

Devo dire che tra i vari episodi della saga non è sicuramente quello che mi ha entusiasmata di più, ma non posso dire che non mi sia piaciuto, soprattutto perché è un film che parla di speranza.

Provo a condividere con voi le cinque riflessioni che ho fatto dopo aver visto il film.

1. Per fare qualcosa di buono non bisogna essere perfetti

Accanto a personaggi tutti d’un pezzo e disposti senza ripensamenti a dare la vita per una giusta causa, il film ci mostra in tutta la loro umanità una serie di eroi capaci di grande coraggio e di grandi atti di generosità, ma ai quali non sono mancati anche momenti difficili. Luke Skywalker si è chiuso alla Forza, ha abbandonato la speranza e si è irrigidito in uno sterile senso di colpa. Finn a un certo punto pensa di mollare tutto. Poe Dameron agisce impulsivamente e mette a rischio anche la vita di altri. Rey, in alcuni punti, sembra attratta dal Lato Oscuro della Forza. Nonostante questo, tutti loro, quando sarà necessario, saranno disposti a mettere la loro vita in secondo piano rispetto a un bene superiore. Con questi eroi, che vediamo nei loro aspetti di luce e di ombra, ci identifichiamo più facilmente e usciamo dal cinema rafforzando l’idea che forse anche noi, con tutte le nostre difficoltà e le nostre imperfezioni, possiamo fare qualcosa di buono.

2. La lotta più difficile è quella che combattiamo contro noi stessi

La saga di “Guerre Stellari” è piena di battaglie e questo ultimo episodio non è da meno. Quello che però viene da pensare, guardando il film, è che i momenti più difficili e dolorosi per i protagonisti non sono quelli in cui, uniti, combattono contro il nemico, ma sono quelli in cui, nella solitudine della loro umanità, combattono contro i lati oscuri che sono in loro. E la stessa esperienza può riguardare ciascuno di noi.

3. La speranza non è mai perduta per sempre

Nella lotta contro il male (dentro e fuori di sé), quello che fa la differenza non é solo l’esito della battaglia, ma il fatto di riuscire a sperare. E il film trabocca di rimandi, anche espliciti, che vanno in questo senso. Usciamo dal cinema con l’idea che la speranza, anche quando la perdiamo, si può ritrovare, che nessuno è mai perduto del tutto e che, se riusciamo a sperare davvero nel bene e ad agire perché si compia, anche le cose più dolorose possono acquisire un significato meno drammatico.

4. Modelli di donne lontani da vecchi stereotipi di genere

Questo film trabocca di figure femminili forti, coraggiose, determinate e risolute. Rey, Leia, Rose e la vice-ammiraglio Hondo incarnano tutte queste qualità, storicamente ritenute “maschili”, e allo stesso tempo sono capaci di empatia e di grande tenerezza. Insomma, vengono proposti modelli femminili positivi, con i quali le bambine e le ragazze possono identificarsi, lontani da vecchi e anacronistici stereotipi di genere.

5. L’umorismo è gran cosa, ma va usato nei momenti giusti

Qualche tempo fa ho parlato di ironia con Antonio Ornano, che per me è un grande comico. Abbiamo riflettuto sul fatto che l’ironia è una risorsa incredibile, ma che, se usata nel momento sbagliato, non solo perde la sua efficacia, ma rischia di diventare controproducente. Ecco…questo è quello che rischia di succedere in alcuni punti di questo film: ci sono diverse scene in cui è evidente il tentativo di strappare al pubblico una risata, ma questo accade, secondo me, in alcun scene troppo intense perché il pubblico sia disponibile a farsi una risata. Invece che alleggerire la scena, il rischio è quello di sminuire quello che succede sullo schermo. Usare l’ironia, ma cercando di stare attenti al momento in cui la usiamo, è un altro insegnamento che possiamo trarre da questo film.

E adesso…buona visione e che la Forza sia con voi!

Dott.ssa Sara Zamperlin
Psicologa Psicoterapeuta
Sesto San Giovanni – Online

Sono Sara Zamperlin, psicologa, psicoterapeuta individuale e terapeuta di coppia.

Aiuto le persone e le coppie a prendere in mano la loro vita e la loro relazione.

Sul web parlo di psicologia proprio a partire dal commento di film e serie-tv e sui social mi trovi come “Una psicologa davanti allo schermo”.

Lavoro come terapeuta di coppia nel mio studio di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, e arrivo ovunque grazie alla terapia online.

In studio e online:

Il mio libro:

Sono autrice, con un gruppo di colleghe, del libro “Dio li fa e poi li accoppia? – Il percorso della coppia dall’incontro all’intimità” (Alpes, 2018).

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