Attenzione: contiene spoiler!
Un viaggio può offrire l’opportunità per affrontare la paura? È quello che nel film “This must be the place” succede a Cheyenne (Sean Penn), ex-rockstar. Prima nel viaggio per raggiungere il padre morente, poi nel viaggio alla ricerca del criminale nazista al quale il padre aveva dato la caccia per tutta la vita.
Cheyenne ha paura di volare, ma, come dice sua moglie, “non è la paura dell’aereo l’unico problema”. “È vero, infatti ho anche una leggera paura di morire”, risponde lui. Ma anche la paura di morire, forse, non è l’unico problema. Forse il vero problema di Cheyenne è il non riuscire a confrontarsi con il suo desiderio e con la sua paura di vivere, e la paura di morire ha in qualche modo la funzione di aiutarlo a non entrare in contatto con il suo stesso desiderio, per lui così problematico. In qualche modo, la sua paura di morire lo salva, lo salva dalla paura di vivere, ma ad un prezzo molto alto…
La vita di Cheyenne è infatti come bloccata. Bloccata a 20 anni prima, da quando non ha saputo reagire al senso di colpa per una tragedia che la sua musica ha contribuito a provocare. Ma forse la vita di Cheyenne, che era fuggito giovanissimo da un padre dal quale credeva di non essere amato, era già bloccata. Bloccata nella paura di non essere amato o amabile, che forse nasconde anche la paura di poter davvero amare e sentire di essere amato. Cheyenne ha infatti una moglie che lo ama da 35 anni, ma all’amore della quale fatica a credere davvero (Jane: “Torna presto. Ricordati che non so stare senza di te”. Cheyenne: “Non è vero, ma è bello che tu me lo dica”. E ancora: “Penso che è una stupida, oppure penso che magari mi ama fin troppo e allora è stupida uguale perché come fa a non rendersi conto del disastro che si ritrova davanti?”).
Ma cosa permette di affrontare, ad un certo punto, la paura? Spesso capita di rendersi conto che la paura stessa si è amplificata talmente tanto da diventare pericolosa perché ci rende la vita difficile e ha perso invece la sua naturale funzione di salvarci, di difenderci dal pericolo. Ed è proprio quello che sembra capitare a Cheyenne (la paura “ti salva sempre, sì anche se bisogna scegliere una volta nella vita, anche solo una, in cui non avere paura”). E così, quando accetta di affrontare la propria paura, Cheyenne si può riappropriare anche del suo desiderio di vivere e amare.
Affrontare la paura non è indolore, né per Cheyenne, che deve fare i conti con i propri vissuti di fallimento, né per nessuno di noi. Capire però a cosa servono le nostre paure può aiutare a rapportarci a esse in modo più sereno e, anche, a riappropriarci dei nostri desideri, che, a volte, viviamo come un pericolo.





